Smartphone Age

Presto intere generazioni svilupperanno una nuova forma di scoliosi. E presto se ne dovranno occupare anche gli ortopedici.

Naturalmente, questa è una profezia che non ha niente di serio, ma è solo un modo per scherzare su un fenomeno sociale, una postura generazionale.

Per capire di che cosa stiamo parlando, basta fare due passi per strada o prendere la metro, ma anche andare al ristorante oppure osservare il comportamento dei nostri amici o dei nostri familiari.

Ormai dovrebbe essere chiaro il riferimento a quel fenomeno universale che è l’utilizzo “h24” del nostro smartphone. Collo piegato, sguardo fisso sul display, dita sempre più allenate a muoversi sulla tastiera. Frasi già pronte all’uso, come se il nostro accrocco portatile fosse in grado di leggerci nel pensiero.

Lo smartphone non è l’occhio nel cielo degli Alan Parson’s Project, ma potrebbe conquistare un potere ben superiore.

Intanto è entrato così prepotentemente nelle nostre vite quotidiane da avere segnato il nostro tempo, fissando un prima e un dopo l’uso dello smartphone. La cosa più impressionante è la velocità con cui le cose accadono. Nel 1982 Neil Young, pubblicava Trans al cui interno si trovava il singolo Computer Age. Sono passati poco più di trent’anni e parlare di era del computer fa quasi tenerezza. Lo smartphone lo sta di fatto soppiantando. Con un telefonino in tasca possiamo fare tutto o quasi.

Parola di Statista che ha preso in esame un campione di utenti di diversi continenti, per capire in che modo vengono usati gli smarthpone.

Lo schema mostra come le principali attività vengano svolte per mezzo di telefonini di ultima generazione. E non è un caso che il loro principale utilizzo sia connesso alla nostra presenza sui sociale network.Già, i social network. Si potrebbe pensare che loro diffusione vada di pari passo a quella degli smartphone e, anzi, rappresenti la vera ragione del loro boom. A metà classifica troviamo le famose APP che i nostri smartphone mettono a disposizione. App che contengono, oltre ai giochi che vanno per la maggiore, anche libri, negozi on-line come E-bay e Amazon.APP di ogni tipo, insomma, accomunate da un obiettivo: intrattenerci, riempire i tempi morti della nostra giornata che qualcuno, intelligentemente, ha ritenuto utile riempire. Al di là delle categorie e delle percentuali, l’aspetto più significativo è la misurazione del “fenomeno” sociologico, dando a fenomeno il suo significato etimologico: ciò che si manifesta, ciò che cade sotto i nostri sensi.

Basta alzare un attimo lo sguardo dal display. Ragionare su ciò che abbiamo fatto nel corso della giornata. Da quando ci siamo svegliati a quando siamo tornati a letto.

E anche pensare a quanti prodotti specifici che ci servivano nel corso della nostra giornata sono stati sostituiti dal nostro telefono. O meglio, quante delle loro funzioni siano state o possono essere delegate a quello che una volta era solo un telefono, che serviva per chiamare gli amici o il capoufficio.

La sveglia, l’orologio, il cronometro per misurare le nostre performance di runner, il walkman o lo stereo per ascoltare musica, persino la tv, il catalogo per gli acquisti, sono tutti qui. Lunga vita alla memoria dello smartphone e alla sua batteria!