Reputazione Web

L’attività che rilancia i consumi

Oggi, per un consumatore non è difficile trovare un negozio dove fare acquisti. Solo nel 2009 negli Stati Uniti sono state aperte 24.000 nuove attività commerciali.

Più difficile la vita per chi sta dall' altra parte del bancone. Trovare i clienti, attirarli nel proprio punto vendita e fidelizzarli non è esattamente la più semplice delle imprese con la concorrenza che c’è in giro.

Ma ecco che a dare una mano agli imprenditori arriva la rete, il luogo ideale per costruirsi una Web Reputation, un’attività strategica fondamentale nell’ era digitale e dei social network, perché consente di capire qual è in generale l’opinione diffusa on-line riguardo alla tematica a cui si è interessati.

Il Web, infatti, dà accesso a un numero infinito di informazioni. Qui tutti possono trovare tutto: curiosità orari,prezzi, luoghi dove fare acquisti.

Sono questi i motivi per cui la gente naviga, ed è grazie a queste dinamiche che si possono elaborare le strategie per portare nuovi clienti nei propri negozi. E, soprattutto, farli tornare.

In un recente studio, Nielsen ha preso come riferimento i negozi di alimentari, per capire le scelte dei consumatori americani, ciò che li guida nell’ acquisto e che cosa li invoglia a tornare.Dal sondaggio emerge la stretta correlazione tra il valore della marca che il rivenditore propone e il suo successo.La reputazione web sembra essere alla base della ritrovata fiducia dei consumatori, testimoniata dal punto indice 97, che costituisce la media dei 60 paesi campione presi in esame da Nielsen per misurare la la fiducia dei consumatori, vale a dire la loro disponibilità all’ acquisto.Il dato, riferito al secondo trimestre del 2014, costituisce il livello più alto dal primo trimestre del 2007, prima, cioè, della Grande Crisi Economica. Non mancano, tuttavia, i paesi in cui questa fiducia è diminuita (23) o dove la disponibilità agli acquisti è rimasta invariata (5). L’Italia, con indice 51, ha fatto registrare un balzo in avanti di 6 punti. Rimaniamo tra i pessimisti, ma non siamo più all’ ultimo posto della graduatoria. La correlazione dei dati raccolti in paesi con accesso a internet e l’aumento della spesa dei consumatori è riconducibile alla probabile attività di reputazione web operata dai rivenditori per invogliare il cliente a spendere andando incontro alle sue necessità.