Rapporto tra Tv e Twitter

Va ora in onda Tele Twitter

Intorno alla fine degli anni ‘70, con la comparsa delle emittenti private locali, spesso chiamate anche “libere”, si sviluppò un fenomeno curioso: la nascita della tv della “ggente”, rigorosamente con due “g”.

In tv andavano le storie delle persone comuni, che diventavano protagoniste con problemi, follie, sogni in cui tutti potevano identificarsi. Telefonando, il pubblico poteva intervenire in trasmissione, partecipare, interagire, entrare, in un certo senso, a far parte del cast del programma.

La Tv di Stato non rimase a guardare e cavalcò l’onda di un tempo in cui i gusti del pubblico stavano cambiando velocemente. Potere al popolo, dunque, almeno nei palinsesti televisivi.

Portobello di Enzo Tortora rappresentò l’esempio più tipico di una forma embrionale di Social TV, di cui oggi cominciamo a registrare i primi vagiti e i primi passi.

Allora non c’erano gli smartphone né twitter né internet, ma l’idea da sviluppare era già nel medium televisivo. Bastavano buoni autori con buone idee. E a quei tempi, ma anche prima, l’Italia ne sfornava in abbondanza di autori con idee originali, non semplici declinatori di format come accade oggi.

Ma non divaghiamo e torniamo al tema portante e importante: la Social TV, che ha nel telefono di ultima generazione lo strumento che ne segnerà l’evoluzione o, come alcuni pensano, addirittura l’estinzione.

L’indagine di Nielsen, svolta nel primo quadrimestre del 2014, ci regala interessanti spunti di riflessione al riguardo.

Nielsen si è concentrata sul social network più legato alla Tv: Twitter. Grazie a questo strumento gli spettatori possono interagire direttamente con la trasmissione televisiva, comunicando impressioni, pareri e commenti.

Oltre ai tweet sui programmi televisivi, ci sono quelli sui brands, cioè su prodotti e marchi che fanno pubblicità attraverso i programmi televisivi.

Nel suo sondaggio, Nielsen ha cercato di sovrapporre queste due categorie di “cinguettatori”, per capire chi interagisce solo con un programma tv, chi solo con il brand, e quanti compiono entrambe le azioni. I risultati della ricerca sono riportati nei box grafici.

L’esito di questi risultati non sorprende.

Gli inserzionisti e le agenzie stanno prendendo nota di questo nuovo fenomeno della Social TV per affinare e pianificare le strategie di marketing innovative, in modo da rimanere sempre al passo coi tempi. Dalla TV della “ggente” alla comunicazione commerciale ad personam. Anche questo è un segno dei tempi. E con la sempre più rapida evoluzione della tecnologia, è sicuro che nei prossimi anni ne vedremo delle belle.