L' importanza di chiamarsi Facebook

Facebook e la teoria del mondo piccolo

Facebook, il social network più diffuso al mondo, è la piattaforma in cui la teoria del mondo piccolo di Stanley Milgram sembra trovare la sua piena dimostrazione.

Perché, parliamoci chiaro, Facebook non serve soltanto a tenersi in contatto con i propri amici e non è solo una madeleine virtuale per ritrovare il tempo perduto, vecchi amori ed emozioni giovanili.

Facebook, è un efficacissimo strumento di business, e la sua capacità di attivare contatti con “persone che potresti conoscere”, moltiplica esponenzialmente il fattore velocità con cui creare relazioni.

Anche per questo Facebook è un paradigma e un punto di riferimento nel panorama dei social network, o meglio ancora: una modalità sociale come l’“avere” l’ “essere” del famoso saggio di Erich Fromm.

Avere Facebook significa “essere”. E’ una prova inconfutabile della propria esistenza sociale.

La tabella mostra come dei 382 brand analizzati dalla ricerca Statista del giugno 2014, il 100% sia presente su Facebook, seguito da Twitter (96,3%), Youtube (94,2%) e Instagram(90,8%): gli unici social ad attestarsi sopra una percentuale di presenza superiore al 90%.Dal momento che la creatura di Mark Zuckerberg è il più diffuso social network al mondo, Facebook è un ottimo strumento di marketing per ogni tipo di azienda o di attività. Non importano le dimensioni, quanto piuttosto che cosa e come si comunica.E’ il modo in cui si utilizza la piattaforma a far la differenza. Ma prima ancora, è vitale esserci, mettersi nelle condizioni di essere visibili e dare notorietà alle attività, ai prodotti e ai servizi che si vogliono mettere sul mercato.

Il pubblico? Potenzialmente la stragrande maggioranza della popolazione occidentale. E se poi consideriamo che ognuno di noi è collegato a ciascuna dei sette miliardi di persone che popolano il Pianeta da una catena di pochi anelli, possiamo quasi essere certi che il nostro messaggio centrerà il bersaglio in un tempo brevissimo.