Blue Man Group

Un modello per la Comunicazione

Sono meno famosi dei Men in Black, ma sono nati prima. Sono i Blue Man Group.

I fondatori, Phil Stanton, Chris Wink e Matt Goldman, forse non godono della stessa popolarità di Will Smith, Tommy Lee Jones, Linda Fiorentino o Vincent D’Onofrio, ma la loro creazione è un’icona universale di talento e improvvisazione artistica.

Ufficialmente i BMG nascono nel 1987, quando i tre, compagni di università a New York, indossano per la prima volta le maschere in lattice di colore blu, che rappresentano oggi il marchio di fabbrica del gruppo. Phil Stanton, Chris Wink e Matt Goldman non prendono più parte alle performance, ma i BMG sono diventati una sorta di network artistico, presente con spettacoli permanenti a Boston, Chicago, Las Vegas, New York, Orlando e a Berlino, unica piazza europea.

I Blue Men Group sono sostanzialmente dei mimi capaci di riprodurre con i loro movimenti i suoni e le percussioni della band che li accompagna sul palco.

Vertiginosi schizzi multimediali, percussioni, body language. Così i BMG raccontano le loro storie al pubblico, con un utilizzo minimo della comunicazione formale.

lo, trascinandolo, a volte, persino sul palco a dare vita a divertenti siparietti.“Conversano” con il pubblico generando situazioni di botta e risposta, rendendolo così parte attiva dello spettacolo. Da qualche tempo i BMG sono anche degli autorevoli testimoni e insegnanti di forme di comunicazione in continuo mutamento basate proprio sull’espressione del corpo. Uno show come una lezione di comunicazione? Certamente. E si potrebbe aggiungere: anche di sociologia.

Il messaggio dei BMG e il fulcro della loro lezione per chi fa della comunicazione una professione, è che anche il corpo è un medium. Quindi, va usato. E per farlo nel modo più convincente e proficuo bisogna averne consapevolezza, familiarità, confidenza, stima. Solo così è possibile comunicare davvero con il pubblico, qualsiasi esso sia, e portarlo laddove vogliamo.

Anche la musica, o meglio, quella adatta alla specifica situazione, ha questo potere. Ecco un’altra “verità” che i BMG possono insegnare con le loro performance. La lezione dei BMG è che in un mondo che evolve così rapidamente, anche gli strumenti della comunicazione e della persuasione devono uscire dagli schemi tradizionali.